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SAN GIOVANNI  ROTONDO




SAN GIOVANNI ROTONDO
GRUPPO
"I TALENTI"




3 novembre 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 

A SAN GIOVANNI ROTONDO
PRIMO CONGRESSO CITTADINO
DEI
GIOVANI DEMOCRATICI
 
Si è svolto il 1 Novembre 2009 a San Giovanni Rotondo (FG) il primo congresso dei “GIOVANI DEMOCRATICI". L'assemblea che si è tenuta presso la sezione del Partito Democratico presieduta dal vice segretario provinciale  Maurilio  Impagliatelli  ha inoltre visto la partecipazione,oltre che di molti ragazzi iscritti, anche del segretario provinciale dei Giovani Democratici Antonio Stornelli e del sindaco di San Giovanni Rotondo, il dott. Gennaro Giuliani.  A fare le veci del segretario cittadino del Partito Democratico, l’arch. Michele De Angelis, assente poiché fuori paese per impegni familiari, è stato il dott. Salvatore Mangiacotti.
Il Congresso rappresenta una tappa importante nell’incalzante percorso di crescita dei giovani democratici testimoniandone la raggiunta maturità politica, come risulta dalle affermazioni del portavoce dei giovani democratici di San Giovanni Rotondo, Maurilio Impagliatelli. “Questo evento rappresenta il vero punto di partenza del partito democratico non solo sangiovannese ma dell’intera provincia di Foggia: era doveroso che la giovane realtà democratica più numerosa dell’intera provincia desse inizio alla fase di radicamento sul territorio espressa attraverso i congressi cittadini.”
A sottolineare il richiamo all’unità di intenti e allo spirito di collaborazione come principi guida dell’azione dei Giovani Democratici è stato il segretario provinciale  Antonio Stornelli che nell’occasione ha voluto porgere ai giovani riuniti in assemblea i saluti del segretario regionale il dott. Angelo Petrosillo.  Un forte richiamo dunque ad affrontare le sfide con la compattezza e la cooperazione politica emerso da più parti e fatto proprio anche dal sindaco, il dott. Gennaro Giuliani, e dal dott. Mangiacotti.
“Finalmente siamo qui pronti a sancire il primo congresso giovanile del partito democratico, un tassello fondamentale di un'avventura partita da lontano un anno e mezzo fà, e che serve a puntellare e rilanciare il nostro progetto.”.queste le parole con le quali il neo-segretario dei giovani democratici sangiovannesi, l’ing. Francesco Cipriano ha esordito dopo la sua elezione. “Dobbiamo ritornare a porre al centro della discussione la questione morale e ripartire dal monito di Berlinguer il quale affermava che i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente; idee, ideali, programmi, pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. gestiscono interessi i più disparati, i più contradditori, talvolta anche loschi. Non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, ciascuna con un "boss" e dei "sottoboss". Dobbiamo iniziare a lavorare rimboccarci le maniche e mostrare che c'è un modo diverso di fare e intendere la politica. Oggi è possibile, l'esperienza di Obama apre nuovi scenari riporta fiducia, mostra che idee e persone possono cambiare sistemi castali. L'occasione qui ci è offerta dal partito democratico, un nuovo modello basato sul dibattito democratico in cui ognuno possa esprimere liberamente il proprio credo e di cui noi ci proponiamo come colonna portante. Vogliamo avvicinarci ai giovani e ascoltare i loro problemi, stimolarli al confronto e cercare soluzioni. Noi ci crediamo, in fondo anche i sogni hanno bisogno di sapere che noi ci crediamo.”
Successivamente è stato proposto dal segretario neo-eletto  un esecutivo ed un coordinamento che l’assemblea all’unanimità ha votato favorevolmente. Del direttivo fanno parte: Giuseppe D'amato, Morena Fini, Luigi Gravina, Michele Vergura.
Sono invece membri del coordinamento: Giusy Scarale, Matteo De Vita, Orazio Gorgoglione, Giovanni Cassano, Ivanantonio Leggieri, Marco Gorgoglione, Michele Fiore, Michele Bucci, Michele Gravina, Salvatore Centra, Maurilio Impagliatelli, Marta Marzocca, Valeria Lo Mele.
 
Chiunque voglia avere ulteriori informazioni può consultare il nostro blog all’indirizzo
oppure puo’ inviarci una e-mail all’indirizzo:
 
 




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19 marzo 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 

GIOVANI INSIEME:
POLITICHE GIOVANILI A CONFRONTO



Nasce GIOVANI INSIEME, il primo FORUM di collaborazione e confronto politico ideato dai giovani del Partito Democratico, dell’Unione di Centro e del Popolo delle Libertà. Tale evento si pone come vero e proprio momento di crescita politica e culturale basato su un dialogo pacifico ed un aperto confronto fra le diverse sensibilità politiche del nostro paese. I giovani segretari affermano all’unisono che questa iniziativa, sicuramente singolare, è stata ideata e sviluppata per dimostrare che il rinnovamento politico, di cui tutti parlano e da tanti atteso, deve necessariamente partire da un rinnovato modo di fare politica, un modo nuovo basato sul confronto democratico che ha poco a che vedere con le beghe politiche a cui assistiamo incessantemente tutti i giorni.

La manifestazione si svolgerà Mercoledi’ 8 Aprile 2009 alle ore 18.30 presso il chiostro comunale di San Giovanni Rotondo; gradita sarà la presenza di tutti coloro che intendono partecipare in maniera costruttiva all’iniziativa




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17 marzo 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 

La sinistra invertebrata

ESPAÑA Invertebrada era il titolo di un noto libro di Ortega y Gasset del quale Giovanni Sartori si è alcuni anni fa servito per descrivere il nostro paese. Un paese che secoli di sudditanza a una religione controriformatrice e a conquistatori stranieri hanno reso conformista e abituato a cercare soluzioni di ripiego, strade oblique. In un articolo apparso il 12 marzo scorso sulla London Review of Books, Perry Anderson, storico dei movimenti politici di sinistra, ascrive questi vizi alla sinistra italiana, accusandola di aver sperperato un patrimonio di potenzialità a causa di un' endogena disposizione al compromesso. Egli mette sotto processo tutta la sinistra del dopo-guerra, quella comunista, quella socialista e quella radicale, ma soprattutto la prima, le cui mancanze si sono rivelate più gravi perché proporzionate alle più grandi aspettative che aveva destato a partire dalla guerra di Liberazione. Infine, e soprattutto, la sinistra più recente, per quella insistenza autodistruttiva a perseguire la politica della mediazione a dispetto di tutto, e soprattutto della natura dell' avversario, la quale non consente compromessi. Una sinistra dunque senza spina dorsale perché senza coraggio di scelte forti e chiare anche se all' apparenza o nell' immediato impopolari. A mancare non sono state le idealità di giustizia, ma lo stile culturale, quello storicismo paralizzante che cerca la giustificazione ai propri errori e non educa alla responsabilità della scelta; che vuole l' assoluzione e teme il rischio. A mancare non è stata la cultura politica civile e morale, quella ineguagliata educazione alla politica come servizio che la vita dei partiti ha consentito a milioni di italiani, ma invece la struttura anti-democratica e oligarchica dei partiti che si è mostrata non appena la corazza ideologica si è rotta. La rappresentazione che offre Anderson è impietosa, il giudizio a tratti risentito, a tratti sommario; ma non inutile a chi voglia con mente libera cercare di trarre qualche indicazione che serva alla rinascita dell' opposizione e al suo radicamento nel paese e nella cultura politica diffusa. Almeno tre osservazioni sono meritevoli di riflessione. La prima riguarda la frattura tra cultura d' élite e cultura popolare, sulla quale si è edificata la fortuna di Mediaset prima e di Forza Italia poi. Questa frattura non è un fatto nuovo nella storia nazionale. L' ha studiata in maniera illuminante Antonio Gramsci, un autore canonico per la sinistra anche se la canonizzazione lo ha reso un mito invece che una fonte di ricerca sociale e una guida pragmatica. Anderson fa perno su questa frattura per spiegare il paradosso di come si sia prodotta una sinistra invertebrata da quella che è stata senza ombra di dubbio la sinistra più importante dell' Europa occidentale, capace di stimolare energie culturali e civili straordinarie, di ispirare la cultura letteraria e quella cinematografica, la storiografia e la filosofia per almeno due decenni. Capace tuttavia di cadere proprio sotto il peso di quella "straordinaria congerie di energie sociali e morali". Il pregiudizio umanista della classe intellettuale della sinistra italiana, innamorata delle "battaglie delle idee" ma poco capace di studiare le trasformazioni prodotte dal consumismo e dalla cultura di massa nella mentalità popolare, ha facilitato la separazione a tratti abissale tra un' élite raffinata e d' avanguardia e un popolo sempre meno acculturato e informato, giudicato dall' alto e spesso disprezzato. Da questa Italia popolare ignota alle élite della sinistra è partita l' ascesa del populismo leghistae dell' anti-civismo berlusconiano. E ancora oggi, a ogni sconfitta elettorale, si rinnova l' incredulità della sinistra per un "fenomeno" che le appare permanentemente strano ed estraneo. La scomparsa dal Nordest è il segno della persistenza nella sinistra di una cultura politica che è insofferente verso la democrazia (non sempre esteticamente attraente), tarda nella comprensione della cultura liberale e della sua tensione con i processi identitari e comunitari, timorosa dell' incontro con culture diverse, e infine non sufficientemente convinta della necessità di avere un sistema informativo nazionale sganciato dalle coalizioni politiche e davvero pubblico. La seconda osservazione è conseguente alla prima. Essa riguarda il risvolto pratico-politico della cultura idealista e storicista che ha animato molta parte (benché non tutta) della sinistra italiana: la refrattarietà a comprendere e praticare il conflitto politico, e al contrario, la ricerca della mediazionee del consenso. Antagonismo e conflitto come segno di contraddizioni insolute e non invece anche come opportunità per cambiare scenari politici. Eppure, questa prudente radicalità è stata spesso scambiata per populismo o cieco radicalismo. La timidezza dimostrata dalla sinistra nei mesi successivi all' ultima sconfitta elettorale, la sua incapacità a vedere nella politica dell' opposizione, sociale oltre che istituzionale, una forza positiva ha le sue radici in una cultura politica che Sartori ha associato all' abito gesuitico alla mediazione compromissoria. Anderson dice una cosa giusta: la politica, anche quella ordinaria e parlamentare, deve saper usare strategie da "guerra di posizione" e da "guerra di movimento". Ciò significa per esempio che il dialogo a volte deve essere interrotto, che sul conflitto di interessi, su una riforma della giustizia che favorisce gli interessi del capo della maggioranza, sulle leggi liberticide e razziste, sulla distruzione della scuola pubblica, sulla laicità dello Stato non si può transigere, non si può cercare il compromesso. Interrompere il dialogo è parte della dialettica democratica tanto quando aiutarlo. E questo ci porta alla terza osservazione, quella relativa al valore dell' intransigenza in politica, un valore che non si addice con l' essere invertebrati. L' intransigenza non è radicalismo fanatico, ma strategia di coerenza quando è in gioco non tanto o semplicemente l' identità politica di un partito o di una coalizione, ma soprattutto il patto costituzionale, la natura dell' ordine politico, i fondamenti del nostro vivere civile. La Costituzione non è un oggetto di compromessoe sulla sua difesa non si può transigere. La politica costituzionale e l' intransigenza che essa ispira sono la spina dorsale di una sinistra democratica, ciò che la distingue e la oppone alla destra. Libera dalle ingessature dogmatiche, più diretta e chiara nel linguaggio e negli obiettivi, essa è il naturale asse portante di una politica coraggiosa e non invertebrata. PER SAPERNE DI PIÙ www.lrb.co.uk europa.eu/index_it.htm - NADIA URBINATI

 




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13 marzo 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 SCUOLA DI FORMAZIONE
DEL
PARTITO DEMOCRATICO


 

Carissimi/e vi comunichiamo che sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Formazione Nazionale del PD che si svolgerà ad Amalfi dal 2 al 5 Aprile.
Per tutte le informazioni relative all'iscrizione, al programma e agli alloggi vi rimandiamo al sito della Scuola AmbienteFuturo.

http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/aree/formazione/ambiente_futuro/home.htm

A presto

Cordiali Saluti

Segreteria Formazione PD




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10 marzo 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 LETTERA DEL SEGRETARIO REGIONALE
ANGELO PETROSILLO


Care giovani democratiche/democratici

Le dimissioni del segretario Veltroni pongono tutti noi in una condizione di grande

incertezza e ansia. Per la vita stessa del Partito, per il suo prossimo futuro, perle decisioni che

andranno assunte.

Vi scrivo, perché sento la responsabilità di trasmettere all’organizzazione giovanile un

preciso messaggio di fiducia e di responsabilità. Ma anche per affermare con determinazione che il

Pd è il nostro partito, quello di chi oggi ha vent’anni e che nulla ha patito delle divisioni che il

riformismo italiano ha patito per tanti anni. Nessuno pensi che questa crisi di leadership sia

l’occasione per tornare alle vecchie case, o peggio, ai vecchi vizi.

Abbiamo di fronte a noi settimane importanti. La conclusione del percorso costituente

regionale della giovanile ci impone di continuare a lavorare territorio per territorio, provincia per

provincia, con entusiasmo, serietà e determinazione. Prima infatti completeremo la costituzione dei

livelli organizzativi territoriali prima saremo pronti di dare sino in fondo il nostro contributo alla

fase che il Partito vive; contributo di impegno, di idee e di progetto.

Confido pertanto nel vostro impegno e nella vostra capacità di rimanere sereni e determinati

anche in questa fase difficile e complicata. Dalle difficoltà si esce sempre più forti. Speriamo in

questo caso di uscirne anche più uniti e ancora più consapevoli dell’importanza del nostro ruolo e

del nostro protagonismo. Nel ruolo e nel protagonismo di una generazione di giovani pugliesi.

Vi abbraccio,

IL SEGRETARIO

Angelo Petrosillo




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12 febbraio 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 I Giovani Democratici
di Capitanata eleggono
il segretario provinciale

E’ convocata sabato 14 febbraio, alle ore 17.30, la prima Assemblea provinciale dei Giovani Democratici con all’ordine del giorno l’elezione del segretario provinciale. Il meccanismo elettorale è quello delle primarie, a cui parteciperanno i 33 under 30 eletti, lo scorso 21 novembre, alle Assemblee costituenti Nazionale e Regionale.
In quell’occasione furono 3.905 i giovani che affollarono i seggi allestiti in 14 Comuni della Capitanata, con il maggior numero di votanti registrato a Foggia, San Giovanni Rotondo e San Severo.
All’Assemblea provinciale parteciperanno i segretarii nazionale e regionale dei Giovani Democratici, Filippo Raciti e Angelo Petrosillo, e il segretario provinciale del PD, Paolo Campo.
“Dopo aver partecipato ad un paio di riunioni preparatorie dell’Assemblea, mi sono reso conto del valore e della preparazione di questo gruppo – commenta Paolo Campo – le cui proposte e istanze sapranno guadagnarsi attenzione e interesse in occasione dell’imminente Conferenza programmatica e di organizzazione”.




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6 febbraio 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 

Lunedì 2 Febbraio 2009

Eletto il 1° segretario regionale dei giovani democratici, Angelo Petrosillo , la soddisfazione di Emiliano: immaginiamo insieme un cambiamento che porti alla costruzione di rapporti fuori dal partito

Una giornata sabato scorso dedicata ai temi dell'Europa, alla cittadinanaza attiva, allo sviluppo della Puglia. Trecento giovani provenienti da tutta la regione, hanno preso parte ai lavori dell'assemblea e in serata alla elezione del primo segretario regionale dei giovani democratici. E' stato eletto Angelo Petrosillo classe 1982, dal 2007 coordinatore nazionale di Democratica, scuola di formazione dei giovani del PD. Il neo segretario durante la relazione, che ha intitolato : " Il Futuro dei Moderni, l' impazienza della libertà " ha sottolineato l'importanza della  rivoluzione tecnologica  determinata dal liberalismo sul piano politico e dal capitalismo sul piano economico che ha reso l'uomo occidentale più longevo, più capace di spostarsi sulla terra  e persino nello spazio,certamente più felice. Ha poi accentuato l'attenzione su un nuovo modello di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile , ripensando radicalmente il nostro sistema dei consumi,  un' idea complemetamente opposta da quella che la destra esprime.Un modello di sviluppo sulla base di una fiducia indefinita nella capacità umana di moderare l'impatto sul pianeta.
Ma Petrosillo non dimentica nella sua lunga relazione i padri della politica , " noi siamo innamorati della nostra regione, dei suoi colori, dei suoi dialetti, delle sue molteplici identità. L'abbiamo guardata nelle pellicole dei nostri giovani registi, ascoltata e ballata nelle musiche dei nostri artisti, vagheggiata nei versi dei nostri poeti e interpretata nei testi dei nostri intellettuali. Noi siamo innanzitutto orgogliosi di una storia che si chiama Gaetano Salvemini, Giuseppe Divagno, Benedetto Petrone, Aldo Moro, Tommaso Sicolo, Luigi Russo, Giuseppe Di Vittorio, di una storia che parla di accoglienza e di umanità. Noi non siamo soltanto giovani pugliesi, o baresi, tarantini o salentini. Siamo innanzitutto meridionali, giovani meridionali che costruiscono la propria identità a partire dal loro essere gente del sud, consapevoli delle difficoltà e dei ritardi, ma certi che solo da noi, dal nostro impegno, dal nostro coraggio e da quello di migliaia di ragazzi e ragazze meridionali come noi, può passare il riscatto di questa terra."
Poi il segretario ha affrontato il tema del nuovo partito, il PD :" Noi non nutriamo nostalgia del passato; semmai abbiamo nostalgia del futuro che sembra sempre dietro l'angolo e non arrivare mai. Ma ci sentiamo di rimpiangere i tempi in cui nei grandi partiti, la battaglia delle idee si faceva a colpi di pubblicazioni e convegni, quando ci si contendeva l'egemonia su una visione del mondo e non solo i posti da dividersi. L'organizzazione giovanile ha innanzitutto il dovere di parlare chiaro e di fornire risposte a chi pensa ad un modo diverso di impegno nel Partito, basato innanzitutto sulla generosità e non solo sulle vecchie appartenenze. Per emozionare e coinvolgere ancora una volta tutte quelle ragazze e ragazzi pugliesi che hanno creduto nel Pd ma che hanno vissuto questo anno e mezzo come un incubo a tinte fosche, illusi e poi delusi dalle nostre tante insufficienze. Ci vuole grande rispetto per tutti, specie per chi è portatore di una particolare sensibilità etica, sociale e culturale. Non avremmo fatto il Pd se non avessimo avuto l'esigenza di mescolarci e di costruire qualcosa di più grande e più forte. Ma guai a pensare che i Giovani democratici possano diventare il parco giochi delle correnti. Chi ha questa idea se ne faccia una ragione una volta per tutte e se la tolga dalla testa. I giovani democratici di Puglia saranno impegno, passione politica, visione del mondo e dell'Europa, trasporto ideale, coraggio, esperienze quotidiane. Mai saranno l'accrocchio dei figliocci Sarebbe la nostra condanna a morte.  Per questo chiediamo aiuto a tutto il gruppo dirigente del Partito che ha il dovere di farsi carico del sostegno politico, economico e materiale dell'organizzazione giovanile perché qui dovrà vivere e trarre alimento un progetto di futuro."
Alla richiesta di aiuto del giovane segretario, ha subito preso la parola  il segretario regionale del PD Emiliano che con il tono del fratello maggiore ha rassicurato il segretario, " La tua commozione è un buon segno, immaginiamo insieme un cambiamento che porti alla costruzione di rapporti fuori dal partito, il PD ha il compito di essere vicino ai temi più sensibili e insieme ai giovani il PD deve diventare un luogo pulsante capace di creare una spinta verso un modo diverso di vivere."




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6 febbraio 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 PER TESSERARSI ON LINE
AL
PARTITO DEMOCRATICO


Attivo il tesseramento online!
Carissimi,
ringraziandovi per la paziente attesa vi comunichiamo è stata attiva l'area di Tesseramento online del nostro sito.

Un caro saluto.


LA TESSERA DEL PD

Periodo di validità

La tessera è valida per tutto il 2009.

Quota minima d'iscrizione
La tessera risponde anche a un preciso bisogno di autofinanziamento del partito: la quota minima d'iscrizione è di 15 euro, chi vuole può contribuire con una quota maggiore.

Dove ritirarla
La tessera va ritirata nel Circolo territoriale più vicino al tuo indirizzo di residenza. Tutte le istruzioni per il ritiro della Tessera ti verranno comunicate via mail al completamento della procedura d'iscrizione

Per assistenza - Servizio informazioni





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6 febbraio 2009

INSERITO DA REDAZIONE

 

“RECIPROCITA’”: TRA IL REALE E L’ATTUALE

Dopo aver attentamente letto il libro “ Reciprocità” del Prof. Luigino Bruni, ci siamo lentamente calati nella realtà per cercare di capire in che modo i concetti basilari del libro possono essere applicati alle situazioni di vita comune. Siamo partiti dall’analizzare una prima situazione più stereotipata per poi passare all’applicazione dei concetti di reciprocità tramite un’analisi attenta dell’attuale contesto di crisi. Per iniziare il discorso è utile premettere che esistono tre tipologie di individui: una prima tipologia che chiameremo G e che è caratterizzata dal fatto che questi individui indipendentemente dal comportamento degli altri sono sempre disposti a cooperare poiché possiedono una motivazione intrinseca; successivamente avremo degli individui che chiameremo B che rappresentano tutti quegli individui che inizialmente decidono di cooperare e successivamente in base al comportamento degli altri giocatori decidono se cooperare o non cooperare; infine abbiamo la terza categoria di individui che chiameremo C che rappresenta tutti quegli individui che inizialmente indipendentemente dal comportamento degli altri giocatori decidono sempre di non cooperare e successivamente in base al comportamento degli altri giocatori decidono se cooperare o meno, questi individui possono anche essere chiamati “cauti”. In realtà esiste anche una quarta categoria di individui che potremmo chiamare N e che sono tutti quegli individui che indipendentemente dal comportamento altrui decidono sempre di non cooperare.

Puo sembrare impossibile calare nella realtà questi vari tipi di comportamenti, ma a noi grazie all’indottrinamento del corso di economia della cooperazione è risultato non dico semplice, ma abbastanza agevole. Ad esempio assumiamo che vi sia un determinato prezzo della benzina che viene adottato da tutti i benzinai, assumiamo per assurdo che il prezzo della benzina dipenda solo ed esclusivamente dai benzinai, e che ad un certo punto la gente a causa di una crisi decide di fare una protesta per far abbassare il prezzo della benzina. A questo punto potrebbe prospettarsi un panorama di questo tipo: avremo un certo numero di benzinai “scettici” che deciderà da subito di non abbassare il prezzo ( individui C) e quindi deciderà di non cooperare con la società per alleviare la crisi poiché convinti del fatto che la crisi passerà e che quindi sarebbe inutile abbassare il prezzo per poi doverlo rialzare; c’è una seconda classe di benzinai pure questi “scettici” ma che a contrario degli altri deciderà inizialmente di abbassare il prezzo e di adeguarsi successivamente al comportamento degli altri, questi individui da noi chiamati precedentemente B decideranno quindi di iniziare cooperando e cioè abbassando il prezzo senza però precludersi la possibilità di rialzarlo; in fine si avrà una certa quantità di benzinai che deciderà da subito di abbassare il prezzo e quindi deciderà di cooperare “ad ogni costo” (individui G) poiché ritiene sia un valore fondamentale il diritto di potersi muovere con l’automobile e che nessuno lo puo’ impedire. Viene delineato cosi’ uno scenario vario in cui possiamo vedere che se il numero di benzinai G è sufficientemente elevato, ma non troppo, si assisterà nel tempo ad un prosieguo della cooperazione dei benzinai B che per opportunità di marketing e quindi di immagine decideranno di cooperare per non essere identificati come sfruttatori; nel frattempo i benzinai C che avevano deciso di non cooperare e cioè di non abbassare il prezzo sono costretti nel tempo a cooperare e cioè ad abbassare il prezzo poiché il cliente che è un essere razionale altrimenti andrebbe a rifornirsi di carburante da un benzinaio G o B che vende lo stesso carburante a un prezzo inferiore a quello inizialmente mantenuto dai benzinai C. A differenza del comportamento dei benzinai B, i benzinai C non abbassano il prezzo per una questione di immagine ma perché altrimenti vedrebbero minacciata la propria sopravvivenza all’interno del mercato poiché se i clienti non fossero ritornati, grazie all’abbassamento dei prezzi del carburante successivamente effettuato, i benzinai di tipo C sarebbero falliti. In un contesto di questo tipo possiamo vedere come alla fine tutti i benzinai abbiano adottato un comportamento cooperativo con la società percossa dalla crisi. Va comunque detto che è necessario che gli individui G, che potremmo definire come detonatori della cooperazione, non devono essere in numero molto elevato poiché altrimenti si arriverebbe ad un panorama globale di non cooperazione generalizzata. In tale contesto di crisi internazionale un’ulteriore dimensione dove può essere implementato ed applicato tale modello di reciprocità risulta proprio nel ruolo critico e delicato del governo ed in particolare delle diverse forze politiche!. Infatti, possiamo dire che all’interno di ogni schieramento politico (ma di ogni contesto reale) esistano diversi gruppi di individui che possiamo dividere in linea generale in 3 gruppi: GRUPPO 1) coloro che adottano determinati comportamenti di reciprocità, di civilismo perché spinti da profonde motivazioni intrinseche che portano a considerare l’uomo una vera e propria cultura che ha a cuore concetti/diritti di uguaglianza, civiltà, di società-stato. GRUPPO 2)coloro che attuano dei “semplici” comportamenti individualistici volti alla massimizzazione delle proprie preferenze; GRUPPO 3)coloro invece, che sono disposti ad attuare comportamenti reciprocanti solo se vedono altri “la c.d. Massa critica” farlo. In un contesto di crisi generalizzata economica ma non solo, il ruolo di tali forze risulta essere FONDAMENTALE per l’intero progresso e di conseguenza sviluppo sociale-economico della popolazione. Infatti, in questo momento particolare di recessione economica mondiale, dove si assiste ad un stagnamento, alla fragilità e vulnerabilità del capitalismo che di conseguenza ha portato a trasformare radicalmente la concezione e “ruolo” delle banche portandole sempre più in soggetti “speculatori”e non rivolti a principi di socialità portando anche ad una evidente crisi morale basata sempre più in una competizione, distinzione e imitazione di comportamenti “dannosi” che porta di conseguenza ad una concezione sbagliata del rapporto tra beni e stili di vita. Ci siamo dovuti rendere conto che il Mondo non rappresenta un mercato eterno ed un universo in espansione e senza problemi. L'inflazione si è abbattuta come un macigno sugli italiani che ormai guardano con rabbia e sospetto chi ancora continua a parlare di fiducia nel mercato.

Da qui la domanda che sorge: “come affrontare tale contesto di crisi? Quali sono le possibili soluzioni?

Ecco allora la necessità di rifondare il mercato con regole e controlli precisi che salvaguardino i diritti delle persone e la competitività nel pieno rispetto dell'ambiente- socialità è una necessità urgente che deve coinvolgere tutti in modo responsabile mettendo da parte i propri egoismi e le convenienze di parte, bisogna lasciarsi alle spalle ogni ideologia politica, ogni vecchio attrito, ogni pregiudizio, e concordare una concreta strategia. Ecco che sorge il fondamentale ruolo di quei soggetti-individui classificati nel mondo della eterogeneità come i G ossia coloro che hanno forti e robuste motivazioni intrinseche, e che permettono grazie ai loro processi cooperativi ,di socialità , far scattare la reciprocità anche di chi risulta più scettico e timido. Ci vogliono nuove regole e solo una politica (non demagogica ma competente) sottoposta alla pressione della società civile e dei cittadini responsabili, in forza della sua sensibilità e del suo mandato nei confronti degli elettori, ha la forza di promuoverle. Se finora l’economia e di conseguenza la politica hanno guardato al modello azienda come l’unico modello possibile di gestire qualsiasi tipo d’organizzazione e movente ora tale riduzionismo non vale più e bisogna quindi prendere in considerazione una nuova antropologia basata sul concetto di virtù, società. Bisogna ora analizzare l’economia civile vista come il luogo dove le virtù civiche si sposano con il mercato e fanno fiorire un insieme di esperienze positive; all’interno del quale gli scambi, le prestazioni e controprestazioni, avvengano all’interno di rapporti di amicizia e di solidarietà, all’interno cioè di una comunità che crea quelle vicissitudini e condizioni necessarie affinché lo scambio resti etico e civile». In altre parole non si può immaginare il sistema economico senza le basi su cui esso si regge, sulle virtù civiche della reciprocità, dell’affidabilità, della fiducia ed infine del dono.

Questa tradizione che ha il suo inquadramento teorico nella scuola settecentesca napoletana di Vico e Genovesi. L’insegnamento della scuola ruotava attorno ad alcune questioni ricorrenti: il commerciare è un fattore di civilizzazione; gli interessi privati conducono al bene pubblico solo se all’interno delle istituzioni e delle leggi.

Concludendo possiamo dire che in qualunque dimensione della vita reale affinché si attivi quindi la forma più pura di reciprocità e cooperazione c’è bisogno di soggetti che nella loro eterogeneità e differenze siano propensi e abbiamo sufficienti principi e motivazioni verso il BENE COMUNE.

Indispensabile risulta essere la presenza di soggetti che attuano una reciprocità incondizionale, i quali risultano essere da promotori, ma fondamentale è anche il ruolo di tutte le altre forme dai non motivati ai dormienti ai coraggiosi. Sono tutte dimensioni indispensabili proprio perché non vi può essere, infatti, libertà sostanziale senza una concezione del bene comune, senza il riconoscimento di un dovere collettivo a realizzare un certo tipo di società. Il welfare state non può nascere senza una concezione condivisa della welfare society. La sfida è allora soprattutto culturale e antropologica e per essere vinta richiede l'impegno di tutti e di ciascuno. Dentro e fuori i mercati. Affinchè non si attui la non cooperazione generalizzata e si possa realmente sperimentare il vero ben-vivere e ben-essere comune!!!

MAURILIO  IMPAGLIATELLI

PIETRO PIO  PIGNATELLI




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7 gennaio 2009

INSERITO DAL SEGRETARIO



PAROLA D'ORDINE:CONCRETEZZA!!!!!
CHI VUOLE DARSI DA FARE E' IL BENVENUTO.
 

CARISSIME AMICHE E AMICI DEL PD GIOVANI, LA CONTINUA DOMANDA DI CONCRETEZZA CHE PROVIENE DALLA POPOLAZIONE SANGIOVANNESE E SOPRATUTTO DALLE PERSONE PIU' GIOVANI NON PUO' LASCIARCI INDIFFERENTI.
PROPRIO PER QUESTO MOTIVO IL PD GIOVANI DI SAN GIOVANNI ROTONDO CHE CREDE FERMAMENTE NEL FATTO CHE LA POLITICA NON E' FATTA SOLO DI PIACEVOLE RETORICA, MA ANCHE E SOPRATUTTO DI CONCRETEZZA, HA DECISO DI METTERE IN ATTO E REALIZZARE DELLE INIZIATIVE DI VARIO GENERE A CUI TUTTI DEVONO POTER PARTECIPARE E CONTRIBUIRE CON LA PROPRIA ESPERIENZA, INTELIGENZA E INTRAPRENDENZA.

SI E' PENSATO DI REALIZZARE UN ATTIVITA' DI
CINEFORUM
PRESSO LA SEDE DEL PD, CHE COMPRENDEREBBE I SEGUENTI FILM:
- TUTTO L'AMORE CHE C'E'
- SATURNO CONTRO
- I CENTO PASSI
- I DIARI DELLA MOTOCICLETTA
- LAVORARE CON LENTEZZA
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- TUTTA LA VITA DAVANTI
- I 100 CHIODI
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- IL DIVO
IL RESPONSABILER PER QUEST'ATTIVITA' E'
L'ING. FRANCESCO CIPRIANO
CHE PUO ESSERE CONTATTATO TELEFONICAMENTE  AL:328 9411372  OPPURE PER VIA EMAIL ALL'INDIRIZZO:
francesco.cipriano@gmail.com


UN'ALTRO OBBIETTIVO CHE CI SIAMO POSTI E QUELLO DI SENSIBILIZZARE LA POPOLAZIONE SANGIOVANNESE E SOPRATUTTO QUELLA GIOVANILE SULL'IMPORTANZA DI UNA RIVALORIZZAZIONE DEL NOSTRO CENTRO STORICO E DI CONSEGUENZA DELLE NOSTRE ORIGINI E TRADIZIONI ARTIGIANALI. REFERENTE DI QUESTO ARGOMENTO E' IL
SIG. SERGIO URBANO,
RINTRACCIABILE PER VIA TELEFONICA AL NUMERO: 328 7090724


UN'ALTRO ARGOMENTO DI CUI IL PD GIOVANI DI SAN GIOVANNI ROTONDO VOREBBE OCCUPARSI E':
" GIOVANI, POLITICA E DIRITTI IN UN CONTESTO EUROPEO"
IL COORDINAMENTO DI QUESTO EVENTO LO HA IL SIG. NAPOLITANO LEONARDO
CHE PUO ESSERE RINTRACCIATO TELEFONICAMENTE AL NUMERO: 333 3933449 OPPURE PER VIA TELEMATICA ALL'INDIRIZZO EMAIL:
leosthai@hotmail.it  

CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO A COLLABORARE ALLA REALIZZAZIONE DI TALI EVENTI O CHIUNQUE VOLESSE AVERE SPIEGAZIONI O CHIARIMENTI IN MERITO ALLE DIVERSE ATTIVITA' DA SVOLGERSI PUO' LIBERAMENTE CONTATTARE I REFERENTI PREPOSTI.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI !!!!!!!!                
  
 IL PD GIOVANI  DI  SAN GIOVANNI ROTONDO




permalink | inviato da pdgiovanisgr il 7/1/2009 alle 18:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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